Midnight in Paris


Non si smentisce mai il genio di Woody Allen, che con la sua nuova commedia, Midnight in Paris, da due settimane cavalca il primo posto dei film più visti,  sbancando i botteghini.
Romantico, surreale, etimologicamente surreale, Midnight in Paris, già nei progetti del regista dal 2006, è quel sogno irreale che diventa realtà grazie alla forza di averlo desiderato.
Gil (Owen Wilson) è uno sceneggiatore hollywoodiano che aspira però a diventare uno scrittore. In vacanza a Parigi con la fidanzata Inez (Rachel Mcadams) e gli alto-borghesi genitori di lei, annoiato dalla pedanteria di Paul (Michael Sheen), amico di lei, professore universitario, avvezzo a dare sfoggio delle sue infinite conoscenze in tutti i campi, Gil si avventura per le romantiche strade parigine sulle tracce dei suoi miti letterari del passato e sopraffatto dalla magia della città si ritrova catapultato in un autentico sogno, un viaggio nel tempo attraverso la Parigi anni 20. Il miracolo avviene allo scoccare della mezzanotte quando un varco spazio temporale lo trascina nei cafè frequentati dai suoi eroi del passato, a tu per tu con Gertrude Stein e Ernest Hemingway.
La storia di Gil è anche la storia di un uomo profondamente innamorato di Parigi, per la quale Woody Allen, egli stesso incantato dalla capitale francese, realizza una vera ode per immagini.
Grottesca e poetica, la trama si snoda attraverso un fantasioso quanto affascinante andirivieni tra passato e presente, in un confronto tra realtà e finzione che però non trascura una sommessa riflessione su due epoche a confronto.
Miccia del sogno di Gil è la negazione del presente che si nutre di quel nostalgico sguardo verso un passato visto come vera age d’or.
Commedia all’insegna della ricerca di sé e della speranza, Midnight in Paris si contraddistingue per una leggerezza e un ottimismo che trova in una battuta che il regista fa pronunciare a Gertrude Stein (Kathy Bates) la sua somma poetica: “L’artista non è chi fugge, ma chi, con la sua opera, cerca di dare senso e speranza di fronte all’insensatezza dell’esistenza.”
Ed è proprio su questo che si piega con delicatezza tutto il motivo del film, il confronto con se stessi e con la propria realtà.
Il cast scelto dal regista è di tutto rispetto e, oltre ai due protagonisti, Marion Cotillard, Adrian Brody, Kathy Bates, Carla Bruni (in una piccola parte),  Michael Sheen, Kurt Fuller, Tom Hiddleston ,Mimi Kennedy, Alison Pill e Corey Stoll completano il gruppo di attori che hanno collaborato alla realizzazione dell’ultimo lavoro di Allen.
Degna di nota è senza dubbio la scelta di Owen Wilson come attore protagonista, la cui mimica e registro recitativo sembrano ricalcare il modo di recitare a cui Allen ci aveva abituati nelle sue interpretazioni.
Seppur attraverso un registro certamente più leggero rispetto ai frenetici ritmi della maggior parte della filmografia alleniana, Midnight in Paris porta il segno inconfondibile della sua paternità creativa. Come in molti altri film anche qui il regista ci introduce i protagonisti, nella scena iniziale, in un quadro familiare che li raffigura seduti attorno ad un tavolo. Inoltre la scelta di un tema così consueto nel cinema, come un viaggio nel tempo, non toglie nulla al film rinnovandosi, invece, attraverso l’originalità dei dialoghi, la ben nota ironia firmata Allen (qui mai portata a punte estreme) e una fotografia dai toni caldi.
Le musiche, che hanno sempre grande parte nel lavoro del regista, assumono poi un’importanza fondamentale in quanto cooperano alla ricostruzione dell’epoca. Il jazz, spesso oggetto di vera  e propria celebrazione in diversi film di Woody Allen – Manhattan, Accordi e Disaccordi – anche qui fa da padrone.
Insomma, una vera e propria meraviglia capace di rinfrancare chi aveva (a dire il vero un po’ troppo severamente) giudicato male il precedente Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni.
Sarà l’atmosfera onirica, la vicinanza al Natale, la romantica cartolina di una Parigi magica, ma Midnight in Paris è l’indiscusso protagonista dei cinema italiani.
Gli accaniti fans di Allen non ne saranno sorpresi, e quelli che invece lo assumono a dosi ne resteranno senza dubbio piacevolmente soddisfatti.
C.D.
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