Solo una favoletta. l’Italia che non è più

 

images (1)Ci sono alcuni attimi di estrema lucidità, che nel mio caso corrispondono a momenti di rabbia estrema, in cui mi diventa chiarissimo il livello di caos totale in cui tutto il sistema sociale, è umano, versa in Italia.

E allora realizzo che:

a fare soldi in Italia è il più stronzo e non il più bravo e ci lamentiamo della mancanza di meritocrazia;

che a governare il paese sono i più opportunisti e non i devoti al bene comune e ci lamentiamo della scarsa qualità della classe politica;

che ad avere visibilità sono i più belli e non i più intuitivi e capaci e ci lamentiamo di mancanza di profondità e professionalità.

Mi rendo conto anche che a combattere contro i mulini a vento non serve a nulla e che illudersi di compiere un atto di coraggio e perseveranza insistendo a voler essere caparbi e gocce minuscole nel mare con la pretesa di poter cambiare qualcosa rivela un ottimismo che puzza di presunzione. La presunzione di fare meglio. E invece continuiamo a cibare un sistema che fagocita volenterosi. E allora cosa c’è di male a voltare le spalle ed andarsene, cambiare strada e provare di nuovo. Non siamo il paese in cui siamo nati e di certo non siamo obbligati per nascita a fare parte di sistemi che non ci valorizzano. Questo vale per tutto.

E i vari ministri con la poltrona calda che utilizzano la televisione per insultare migliaia di italiani che vanno a farsi un culo così all’estero per guadagnarsi lo stipendio farebbero bene a tenersi un briciolo di dignità in tasca tacendo e sperando che non capiti ad uno dei loro figli di essere trattati come questuanti alla ricerca di un’occupazione. Gli stessi ministri che vogliono le università piene e le casse piene di tasse salvo poi lamentarsi di un’eccessiva incidenza di incompetenti impreparati. L’emigrazione a questo punto è un diritto. E non sarebbe un ‘si salvi chi può’ ma un doveroso rimboccarsi le maniche a proprie spese.

l’Italia del mandolino e degli spaghetti non esiste più. Non esistono più gli italiani. Spiegategliela adesso ai ragazzini la favoletta travisata di come sono nati questa Italia e questi italiani. È l’unica cosa che resta: una favoletta.

 

 

 

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