Recensione The Diary of a Teenage Girl (2015)

Un titolo poco accattivante per un film imperdibile

the-diary-of-a-teenage-girl-2015-04.jpgAd alcuni film si arriva per passaparola, ad altri perché ne hanno parlato al telegiornale o nell’inserto del nostro giornale preferito, ad altri ancora solo perché c’é il tuo attore preferito.

A questo io ci sono arrivata per un meccanismo opposto all’attrazione.

Infatti, il titolo, che è didascalico e per nulla accattivante, mi ha spinta a capire di che tipo di film potesse mai trattarsi dato il titolo così scontato.

Cominciamo col dire subitissimo che è uno di quei film con cui non bisogna misurare le reazioni. Mi svelo e lo confesso subito: non vedevo una commedia così da molto tempo.

The Diary of a Teenage Girl è un film del 2015 diretto da Marielle Heller e tratto dal romanzo grafico di Phoebe Gloeckner, pubblicato in Italia nel 2006 da Fernandel col titolo Diario di una ragazzina.

La storia che, letta così in una delle duecentomila recensioni/riassunti che si possono trovare su internet, sembrerebbe di una banalità adolescenziale per l’appunto, in realtà acquista forza nei modi in cui questo film è stato girato, nel tipo di ambientazioni e nella fotografia, che è eccezionale e che non a caso ha vinto il Sundance Film Festival 2015.

Minnie è una ragazzina che vive a San Francisco negli anni 70. E’ curiosa, sta imparando a conoscerethe-diary-of-a-teenage-girl6 se stessa, sta attraversando la sua maturità sessuale. La sua passione è il fumetto e, tra fantasticherie adolescenziali, nuove esperienze, una relazione con il compagno di sua madre e psichedeliche esplorazioni nel mondo delle droghe tiene una sorta di diario.

Questo film che dal titolo sembra indirizzarsi ad un pubblico adolescenziale, in realtà ritrae il lato scuro del crescere, il fosco, l’osceno. Ma lo fa lasciando che le ambientazioni e le atmosfere anni 70 prendano il sopravvento facendo più che da sfondo da contesto imprescindibile.

The Diary of a teenage girl fa uso della grafica in modo molto interessante, inserendo illustrazioni animate che interagiscono con la protagonista, ottenendo così il doppio effetto di restare fedele allo stile del romanzo da cui è tratto e di creare una sorta di psichedelica rappresentazione del mondo in cui Minnie vive.

Piccola ma non meno importante nota meritano gli attori. Nel ruolo della protagonista c’è Bel Powley, classe 1992. Un attrice dal volto molto english secondo me e molto espressivo.

Ad interpretare sua madre è la bella Kristen Wiig che abbiamo visto recentemente nei panni della responsabile dell’ufficio stampa della NASA, diretta da Ridley Scott in The Martian – Sopravvissuto.

Dulcitumblr_ngn19ucFrR1scir87o1_1280.jpgs in fundo, piacevolissima sorpresa, nascosto dietro un bel paio di baffi anni 70, il tenebroso, calamitante attore svedese Alexander Skarsgård, da tutti meglio conosciuto come il vampiro Eric Northman della serie True Blood. Che ritrovarselo fuori dalla bara, con i pantaloni a zampa e il fare da fattone, si stenta anche a credere che sia proprio vampiro Eric.

Ma per tornare al film, in cui pure vampiro Eric ha una parte bella consistente, occorre solo aggiungere che l’abito non fa il monaco, come un titolo non fa un film. E che anche se dovrete guardare questo film con i sottotitoli, visto che in Italia non è ancora approdato (si spera prossimamente), fatelo perché ne vale la pena.

Evitate di guardarlo con ragazzini troppo ragazzini però. Potrebbe venir loro qualche desiderio illecito improvviso.

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3 pensieri su “Recensione The Diary of a Teenage Girl (2015)

  1. Eh eh, il titolo non fa il film. Sì, titolo abbastanza fuorviante per un film che incamera in sé una serie di tematiche che volendo si possono riassumere con un: cose legate al sesso. Una quindicenne che in qualche modo vuole essere adulta e adulti che si comportano come quindicenni. Un corto circuito reso in modo amabilmente diretto, senza fronzoli e senza “vergogna”. Piaciuto assai. In particolare proprio questo suo non voler essere un film che punta il dito su certe tematiche ma che le affronta e ce le mostra in tutta la loro naturalezza. Senza drammi ma anche senza superficialità. Nel mio infinitamente piccolo lo promuovo anche io (se proprio è necessario qui vi è il mio punto di vista in una irritante forma estesa: http://sabatopizza.blogspot.it/2016/03/diario-di-una-teenager-di-marielle.html ).

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